Mindfulness

Il termine Mindfulness è la traduzione di SATI che in lingua Pali significa consapevolezza, attenzione consapevole

La consapevolezza è un modo di essere aperti alla nostra esperienza per come essa ci si presenta, momento dopo momento. E’ una forma di apertura alla vita, alle emozioni e alle sensazioni, qui e ora e senza giudizio.

Nasce in Oriente dai monaci tibetani ma è stata poi studiata, protocollata e diffusa da J. Kabat Zinn, un biologo che ha cominciato ad interessarsi della pratica della meditazione e a incuriosirsi dei suoi effetti positivi. Il primo protocollo mindfulness riguarda la riduzione dello stress. Negli ultimi dieci anni è stata poi riconosciuta anche dalla psicologia occidentale e utilizzata come strumento a favore del benessere.

Diversi studi scientifici sulla mindfulness, hanno dato risultati incoraggianti rispetto alla risposta immunitaria di gestione del dolore cronico, di trattamento dell’ansia e degli stati depressivi. Il cervello è plastico anche in età adulta. Allenandoci possiamo influenzare e modificare la nostra architettura cerebrale per aumentare il nostro benessere.

La caratteristica  principale della mindfulness è l’attenzione:

  • Intenzionale
  • Nel momento presente
  • In modo non giudicante

     

Occorre allenamento, come per l’apprendimento di tutte le cose nuove. Allenarsi aiuta a sviluppare gli aspetti di presenza, non giudizio e accettazione di quello che c’è.

Esercitarci ogni giorno ci aiuta  vivere più pienamente e  più familiarizziamo con essa, più riusciamo ad applicarla  nei momenti difficili.

Per la maggior parte del tempo funzioniamo in modo meccanico automatico, senza essere davvero consapevoli dell’esperienza che stiamo vivendo. Questo funzionamento influisce in maniera importante sulla nostra qualità di vita sia nei momenti difficili, sia in quelli piacevoli. Rischiamo, cioè, di passare accanto alla nostra vita, scollegati da noi e da ciò che incontriamo.

In molti momenti, tutti noi tendiamo ad essere guidati da una sorta di pilota automatico cioè da una serie di schemi abituali che utilizziamo. Spesso viviamo situazioni quotidiane, affrontiamo problemi, cerchiamo di raggiungere obiettivi attraverso questi  invece di scegliere consapevolmente come comportarci.

Il pilota automatico si è formato in noi sulla base di modelli familiari, educativi, culturali e di esperienze dove è stato utile applicare quel determinato schema.

Ci condiziona spingendoci ad angosciarci quando la vita è difficile e, spesso, a non assaporarla quando è piacevole. Inoltre ci porta a stare nel passato e nel futuro, piuttosto che nel presente, con il risultato di essere non coscienti dell’esperienza che stiamo vivendo.

Le pratiche base della mindfulness sono meditazioni in cui si è invitati a tenere l’attenzione al respiro e/o  al corpo.

Il nostro respiro è un utilissimo mezzo per tornare e stare nel presente. Ci accompagna in ogni momento, sin dalla nascita. Concentrarsi sul proprio respiro, significa immergersi nel qui e ora.

Un altro strumento utile per collegarci al presente è il nostro corpo.  Il corpo infatti è molto concreto, disponibile, accessibile e sempre con noi. E’ il nostro “mezzo di trasporto” nel viaggio della vita.

La mindfulness può :

  • essere appresa in percorsi di gruppo, in cui i partecipanti vengono a conoscenza di alcuni aspetti teorici e si esercitano in diverse esperienze di meditazione
  • essere integrata nei trattamenti psicoterapeutici e aiutare le persone a gestire ansia e pensieri negativi, ad accettare e a lasciare andare le emozioni spiacevoli, a trovare un luogo sicuro dentro di sé e a vivere in pace e in serenità.